La storia del borgo

Della sua esistenza sono rinvenute tracce risalenti al XII secolo.

STORIA E FEDE

La chiesa di San Martino

La Chiesa di San Martino V. in Corneto è consacrata nel XII secolo (1191) , scomparsa nel 1515 a seguito di una rovinosa frana. La sua ricostruzione risale al XVII secolo (1620-1664) e la sua progettazione è attribuibile alla Famiglia Ceccati (Domenico e Antonio).L’ edificio è costruito in pietra arenaria locale. Nel 1767 viene realizzato il portichetto sul prospetto a sud. Nel 1924 è allungata di 5 metri.

STORIA E FEDE

La torre campanaria

L’elegante campanile della chiesa di Corneto, posto a occidente della canonica, è considerato tra i più prestigiosi della diocesi per la storia di cui è protagonista e le caratteristiche architettoniche. Venne progettato da Antonio Ceccati (1607-1686) e realizzato sotto la sua direzione

in poco meno di un decennio tra il 1667 e il 1676. A finanziare la costruzione fu la parrocchia di Corneto: ognuno collaborò in base alle proprie competenze e possibilità, anche attraverso pagamenti in natura, offrendo frumento, vino, formaggio. Gli addetti ai lavori furono prontamente rifocillati dai piatti semplici e genuini preparati dalle ospitali famiglie del luogo. La costruzione del campanile rappresentò per il paese un’impresa non indifferente e mise in luce la generosità e la capacità di collaborazione di tutti gli abitanti.

I mandati di pagamento in favore dei capo cantiere, dei muratori, di altri artigiani, operai e dello stesso Ceccati si riferiscono al periodo tra l’estate del 1667 e il 29 agosto 1676, in quest’ultima data venne acquistato il ferro per la croce. Lo stesso Antonio Ceccati scolpì le colonne, i pilastri, gli archi e le trabeazioni della cella campanaria.

Maggiori informazioni

Il campanile, a pianta quadrata, è costituito da un massiccio basamento (barbacane) svasato verso l’interno, costituito da blocchi di pietra, su cui si erge il corpo della torre, caratterizzato dalla scansione alternata delle pietre d’angolo e da cinque finestrelle per ogni lato, ciascuna sormontata da occhi ovali. La struttura è conclusa dalla cella campanaria, dotata di un elegante sistema di finestratura tripartita detto serliana, un particolare tipo di trifora (finestra con tre luci) con aperture laterali trabeate (che poggiano su colonne sormontate da architrave) e quella centrale ad arco. Sopra la porta di accesso si trova uno stemma in pietra gravemente danneggiato, e, all’interno di uno scudo, appare una scritta in cui si legge fra l’altro il nome Ceccati (o Cecati). Sotto lo stemma è inciso, con le prime due cifre a destra e le ultime due a sinistra, l’anno 1668, quando ebbero inizio i lavori ufficiali di realizzazione della torre. Il nome Ceccati è con tutta probabilità da riferirsi al fratello di Antonio, Giacomo, sacerdote, rettore della chiesa di Corneto dal 1623, che commissionò l’opera ma morì nel 1674, due anni prima della conclusione. Il suo successore, don Lazzaro Casoni di Cavola, nel 1679 ricevette la visita pastorale del vescovo Augusto Bellincini, che ebbe parole di apprezzamento per il prestigioso campanile, così come successivamente i vescovi Ottavio Picenardi (1707) e Lodovico Forni (1724). Nel corso dei secoli il campanile ebbe vari interventi di restauro e manutenzione, l’ultimo dei quali si è concluso nel 2022. Come in occasione della sua edificazione, piena è stata la collaborazione dei parrocchiani e delle istituzioni affinché il campanile, tornato al suo antico splendore, possa continuare a diffondere il suono delle sue campane, che cantano la gloria del Signore.

STORIA E NON SOLO

Corneto e dintorni: sentieri, natura e percorsi dei Ceccati

Da Corneto si sviluppano percorsi alla scoperta delle opere dei Ceccati, e percorsi matildici; sono poi raggiungibili infinite mete naturalistiche del Parco nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, la Pietra di Bismantova e i gessi triassici nei pressi delle Fonti di Poiano, qualificati recentemente quali patrimonio dell’umanità. Sempre più praticata la sentieristica per Bike e trekking.

STORIA E FEDE

Terre Matildiche

Corneto è una tappa importante lungo il percorso della “Via Matildica del Volto Santo” (Cammini d’Italia del MIC) itinerario nelle terre matildiche lungo 285 chilometri che attraversa in 11 tappe il territorio lombardo, emiliano e toscano, da Mantova a Lucca passando per Reggio Emilia. Dalle pianure del Po, attraverso le colline e montagne del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, fino alle valli della Garfagnana. Il progetto punta a potenziare l’offerta rivolta ad un turismo culturale e sostenibile

Borgo agricolo e Parmigiano Reggiano

Il Parmigiano Reggiano di montagna prodotto dai giovani agricoltori locali ha ricevuto negli anni prestigiosi premi internazionali per la qualità. Le antiche fattorie si sono trasformate in moderne aziende agricole. La tradizione agricola è stata mantenuta  sviluppando il settore di produzione del Parmigiano Reggiano marchiato 993 e realizzando in proprio anche un moderno magazzino di stagionatura.

Nel Borgo, da 40 anni si svolge la  Festa dell’Agricoltura nata per valorizzare nelle sue sfaccettature la tradizionale attività agricola del territorio.

Borgo agricolo e Parmigiano reggiano

Il Parmigiano reggiano di montagna prodotto dai giovani agricoltori locali ha ricevuto negli anni prestigiosi premi internazionali per la qualità. Le antiche fattorie si sono trasformate in moderne aziende agricole. La tradizione agricola è stata mantenuta  sviluppando il settore di produzione del Parmigiano Reggiano marchiato 993 e realizzando in proprio anche un moderno magazzino di stagionatura.

Nel Borgo, da 40 anni si svolge la  Festa dell’Agricoltura nata per valorizzare nelle sue sfaccettature la tradizionale attività agricola del territorio.

Il museo del Parmigiano Reggiano

Nel “nuovo” caseificio di Corneto, in cui è stata dismessa l’attività agli anni 70, Giuseppe Pagliarini, casaro figlio d’arte di una famiglia che per 8 generazioni ha svolto questo mestiere, ha allestito un’esposizione unica nel suo genere. Da oltre 40 anni si è dedicato alla raccolta di  tutti gli elementi che possono raccontare e ricostruire la storia  del Parmigiano Reggiano e quanto vi ruota attorno: attrezzi, pubblicazioni, produzioni pubblicitarie, fotografie, cartoline, registri contabili, documenti normativi , icone di  aziende correlate al Re dei formaggi, al  mondo agricolo e al settore alimentare del tempo passato. Ogni elemento esposto ha il potere di “narrare” pezzi di storia e di economia rurale comune al borgo di Corneto e ad altri borghi del territorio.

La via matildica.

Un itinerario lungo 285 chilometri che attraversa in 11 tappe (con 3 varianti) il territorio di 3 regioni italiane (Lombardia, Emilia, Toscana) ricche di cultura, tradizioni, paesaggi. Da Mantova a Lucca passando per Reggio Emilia. dalle pianure del PO  attraverso le colline  e montagne del Parco Nazionale dell’appennino reggiano Tosco-Emiliano, fino alle valli della Garfagnana.

La via matildica.

Un itinerario lungo 285 chilometri che attraversa in 11 tappe (con 3 varianti) il territorio di 3 regioni italiane (Lombardia, Emilia, Toscana) ricche di cultura, tradizioni, paesaggi. Da Mantova a Lucca passando per Reggio Emilia. dalle pianure del PO  attraverso le colline  e montagne del Parco Nazionale dell’appennino reggiano Tosco-Emiliano, fino alle valli della Garfagnana.

CONTENUTI INTERATTVI

Eventi e Attività